(mis)using what is there

In occasione della diciottesima edizione di Artissima, la galleria Novalis Fine Arts, continua il suo percorso di indagine nel design contemporaneo con (mis)using what is there, una retrospettiva dedicata alla coppia di giovani designer austriaci mischer’traxler curata da Maria Cristina Didero.

Dal 6 novembre al 6 dicembre, lo spazio in via Maria Vittoria a Torino, ospiterà alcuni dei prodotti e delle installazioni più significative dello studio viennese celebrando così il loro lavoro e la loro filosofia creativa spesso proiettata verso la ricerca e la scoperta dell’interazione tra uomo e macchina.

Il titolo della mostra vuole porre l’accento sulla capacità del duo creativo di usare e trasformare gli oggetti in maniera “impropria” e inusuale scorgendone gli aspetti nascosti per poi interpretarli e rivelarli con poesia e ironia.

 

Katharina Mischer (1982) e Thomas Traxler (1981) formano lo Studio mischer‘traxler nel 2009 dopo il diploma in Conceptual Design alla Design Academy di Eindohoven. Da allora vincono diversi premi, l’ultimo dei quali è il Designer of the Future Award assegnato da W Hotel insieme a Design Miami/Basel durante lo scorso Salone del Mobile, e i loro lavori sono stati esposti in diversi e prestigiosi musei nel mondo, dall’Art Institute di Chicago al Design Museum di Londra solo per citarne alcuni. Katharina e Thomas si influenzano a vicenda e spesso la loro creatività non risulta in progetti, ma in processi e concetti integrati dove il costante equilibrio tra artigianato e tecnologia dà vita a sistemi complessi e a nuovi metodi produttivi ispirati alla sostenibilità e all’importanza della natura.

Parte integrante del loro processo creativo è esaminare, sperimentare, analizzare ma anche scartare. Questo approccio critico nei confronti del design molto spesso mette in discussione e influenza la relazione tra produttore, oggetto e consumatore. Nella fase preliminare di progettazione le domande più comuni sono “perché” e “per che cosa”, a cui i due designer rispondono con nuove possibilità e originali interpretazioni. I risultati sono oggetti costruiti con materiali insoliti e molto spesso sfruttando input esterni, come le condizioni atmosferiche oppure cose già esistenti.

L’uso dei loro prodotti come mezzi di comunicazione aiuta a spiegare come il design può essere funzionale non solo in quanto oggetto ma anche come dimostrazione tangibile dell’idea che ne sta alla base, servendo al loro scopo anche in un contesto più ampio.

 

La galleria Novalis Fine Arts di Torino presenta così la prima retrospettiva italiana di mischer’traxler ospitando gran parte dei progetti più rappresentativi del loro portfolio e, in esclusiva per la mostra, ‘one piece, one edition’, lavoro commissionato dalla galleria che la coppia austriaca ha creato ad hoc per l’evento. In questo progetto, dove dallo smembramento di un orologio a pendolo nasce una famiglia di prodotti d’arredo, i designer si divertono ancora una volta a giocare con le caratteristiche di un oggetto per trasporli in un altro significato e utilizzo.

Tra gli altri troveremo invece ‘reversed volumes’, ciotole la cui forma nasce catturando le impronte di frutta o verdura, ‘limited moths’, lampada che fa parte della collezione ‘RealLimited’ formata da uno sciame di falene in rame, e ‘LU 0-24’, un orologio/installazione creato con 12 lampadine. Nella galleria verrà anche esposto il progetto ‘the idea of a tree’: una macchina che, alimentata ad energia solare, crea oggetti in base alle condizioni atmosferiche e che lavorerà, durante i giorni della mostra, per dare vita a nuovi prodotti.